“Ameni inganni”: incontro con Roberto Ferrucci. Le foto

Ieri sera un provato ma vivacissimo Roberto Ferrucci ha incontrato il suo pubblico all’Osteria 150, dove ha raccontato le vicissitudini all’origine della sua ultima opera “Ameni inganni”, nata a cavallo tra Italia e Francia, e proposto un’interessante ed acuta prospettiva dalla quale osservare la contemporaneità del nostro paese. Lo ringraziamo nuovamente e ricordiamo la bella serata con questi scatti:

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“Storia di un uomo quasi morto”: le foto

Ringraziamo di cuore Sara Tamburello e la sua compagnia per la splendida serata di ieri giovedì 18.  Un numeroso pubblico ha seguito con entusiasmo l’esibizione intensa ed emozionante della Tamburello che vogliamo ricordare con questi scatti: grazie ancora a tutti i presenti e arrivederci ai prossimi appuntamenti dell’Osteria!

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“Sentimenti Sovversivi” – Reading e incontro con lo scrittore Roberto Ferrucci.

Venerdì 19 agosto lo scrittore Roberto Ferrucci incontrerà il suo pubblico all’Osteria 150: sarà l’occasione per ascoltare un reading tratto dalla sua ultima opera “Sentimenti sovversivi” e per riflettere sui temi del libro: il rapporto mai pacifico che lega ogni italiano alla storia del nostro Paese, ed i sentimenti contrastanti che ne scaturiscono.

Roberto Ferrucci è nato a Venezia (Marghera) nel 1960. Nel 1993 ha pubblicato il romanzo Terra rossa (Transeuropa). Nel settembre del ‘99 da Marsilio è uscito il libro Giocando a pallonesull’acqua (Premio Speciale Coni Letteratura 2000; Premio Selezione Bancarella 2000). Nel 2003 l’editore veneziano Amos pubblica Andate e ritorni, scorribande a nordest, racconti di viaggio in Vespa attraverso il nordest, finalista al Premio Settembrini 2004. Ha curato per Marsilio il libro Pane e tulipani, sul film omonimo di Silvio Soldini. Di quelfilm ha contribuito a scegliere i luoghi di Venezia in cui è stato girato. È il traduttore italiano di Jean-Philippe Toussaint: ha tradotto La televisione (Einaudi, 2001), Fare l’amore (Nottetempo edizioni, 2003), Mes bureaux, luoghi dove scrivo (Amos Edizioni, 2005), La malinconia di Zidane (Casagrande, 2007) e il romanzo Fuggire (Fandango, 2007). Per Rai Radio3 ha scritto insieme a Romolo Bugaro Verdesche, radiodramma diretto da Alessandro di Robilant e interpretato da Cochi Ponzoni, andato in onda nel 2003. Dal 2002 insegna Scrittura Creativa alla Facoltà di Lettere dell’Università di Padova.

Dal 1992 al 1998 ha lavorato come autore e regista per Tele Capodistria, dove ha ideato e diretto le trasmissioni Achtung Baby! (settimanale di cultura giovanile andato in onda per 153 settimane consecutive) e Il piacere degli occhi. Ha diretto videoclip di Franco Battiato, Pitura Freska, Garbo e ha girato due videoritratti: su enrico ghezzi (minuscolo, perché lui vuole così) e Sabina Ciuffini (Sabina e i ’70).

Dal 2003 al 2006 ha fatto parte del direttivo del Trieste Film Festival, oggi del comitato scientifico. Ha scritto per anni di sport e letteratura su il Manifesto, L’Unità e Liberazione. Ha collaborato a Tuttosport (scrivendo di letteratura e di cinema), oltre che alle riviste letterarie Leggere, Nuovi Argomenti e Linea d’ombra. Dal 1989 al 1999 e dal 2001 al 2007 ha scritto sulla Nuova Venezia, Tribuna di Treviso e Mattino di Padova, autore di corsivi, reportages, articoli di cultura. Sul Gazzettino, dal 1999 al 2001, è stato commentatore e si è occupato di cultura, spettacoli e sport, inviato per due volte al Festival di Sanremo. Dal luglio 2007 è ritornato a scrivere su il Manifesto, autore di reportages. Sempre dal 2007 scrive sul Corriere del Veneto. Di recente ha incominciato una per ora disordinata collaborazione con Il Fatto Quotidiano. Da qualche anno è alle prese con uno strano romanzo ma prima, nel 2007, ne ha pubblicato un altro ben più urgente, Cosa cambia, (Marsilio, Premio Giuseppe Dessì 2008, finalista del Premio Ultima Frontiera 2008). Cosa cambia è uscito in Francia nell’aprile del 2010, tradotto in Francia da Jérôme Nicolas, col titolo Ça change quoi, pubblicato dalla casa editrice Les Éditions du Seuil, nella collana Fiction & Cie, con un’introduzione di Antonio Tabucchi. Il romanzo è in traduzione anche in Grecia, lo pubblicherà nel 2011 la casa editrice Kastaniotis. Ora magari riprenderà in mano lo strano romanzo incominciato tanti anni fa. Oppure sceglierà di raccontare qualcosa di nuovo. Qualcuno, di recente gli ha fatto notare che riesce a narrare anche attraverso la fotografia. Lui, imbarazzato, replica che gli capita, grazie alla semplicità del digitale, di prendere degli appunti visivi. Che poi, a volte, incidentalmente, diventano a loro volta racconto. Nulla a che fare con la fotografia, però, ammette.

Teatro: “Storia di un uomo quasi morto” giovedì 18

Serata di teatro a campo marzo giovedì 18: dalle ore 21 Sara Tamburello e la sua compagnia metteranno in scena la loro pièce “Storia di un uomo quasi morto”.

Contrariamente da come può sembrare dal titolo, questo spettacolo è un inno alla vita e ai tesori che questa può donare. Il senatore Onésimo Sànchez, affermato uomo politico sudamericano, abituato a dominare la vita, anziché ad esserne dominato, si ritrova improvvisamente a dover fare i conti con la propria impotenza di fronte alla morte. La disperazione, di cui egli diviene vittima lucida e consapevole, lo conduce all’affannata ricerca di  un qualsiasi segno della realtà contingente, capace di distogliere gli occhi e il pensiero dall’ineluttabile destino che lo aspetta.
La bellezza nelle sue molteplici forme diviene, dunque, l’oggetto degli ardenti desideri del senatore, nel corso della sua ultima campagna elettorale in un paesetto lontano ed arido del sud America, dove qualcosa di bello può ancora succedere.
“Storia di un uomo quasi morto” rappresenta per le persone, che vi hanno dato il proprio contributo artistico, il tentativo comune di cantare la bellezza come antidoto alla morte, come, infondo, la migliore occasione per ricordasi di essere, nonostante tutto, ancora vivi.

Sara Tamburello – attrice e regista
Luca Nardon – musicista percussionista
Nicola Girardelli – aiuto sceneggiatura e  aiuto regia
Noemi Nicoletti – ballerina
Marta Mettifogo – coreografa.

Incontro con Giuseppe Culicchia: le foto

Ieri sera mercoledì 17 agosto Giuseppe Culicchia ha incontrato il suo pubblico all’Osteria 150: acuto ed ironico come i suoi libri, lo scrittore ha ripercorso i momenti salienti della sua opera e presentato la sua ultima fatica “Ameni Inganni”, proponendo il suo punto di vista sull’attualità italiana e regalandoci dei momenti di tagliente umorismo. Lo ringraziamo ancora una volta e pubblichiamo alcune foto della bella serata.

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Ameni inganni – Incontro con lo scrittore Giuseppe Culicchia mercoledì 17 agosto

Mercoledì 17 agosto l’Osteria 150 avrà il piacere di ospitare uno degli scrittori italiani più amati degli ultimi anni: Giuseppe Culicchia incontrerà il pubblico a partire dalle 21 per una presentazione della sua ultima opera “Ameni inganni” ed una simpatica chiacchierata.

Le sue prime prove letterarie sono stati alcuni racconti pubblicati nell’ambito del progetto di scrittura giovanile “Under 25” ( precursore del movimento letterario pulp italiano Cannibali), curato da Pier Vittorio Tondelli per Transeuropa Edizioni nel 1990. Nel 1994 è stato pubblicato il suo primo romanzo Tutti giù per terra (Premio Montblanc 1993 e Premio Grinzane Cavour Esordienti 1995), con il quale è stato in copertina sull’Indice dei Libri del Mese diretto da Cesare Cases, e dal quale nel 1997 è stato tratto un film diretto da Davide Ferrario con Valerio Mastandrea. Walter, il ventenne protagonista del libro, è a tutti gli effetti il primo “precario” della narrativa italiana. Con “Il paese delle meraviglie”, romanzo ambientato nell’Italia del 1977, ha affrontato il tema dei cosiddetti Anni di Piombo, visti attraverso gli occhi dei due protagonisti adolescenti Attila e Zazzi. In “Brucia la città” ha raccontato invece il tempo presente, ovvero gli anni della cocaina (l’autore ha dichiarato in più occasioni che il titolo di lavoro del libro era “Noi pupazzi di neve”). Il suo “Torino è casa mia”, uscito nel 2005 nella collana Contromano di Laterza, è diventato un long-seller.

Per Feltrinelli ha curato la traduzione del romanzo “Le avventure di Huckleberry Finn” di Mark Twain. Per Einaudi ha curato la traduzione dei romanzi American PsychoLunar Park e “Imperial Bedrooms” di Bret Easton Ellis. Per Garzanti ha tradotto nel 2001 la raccolta di racconti di F.X. Toole Lo sfidante, da cui Clint Eastwood ha tratto il film Million Dollar Baby e dal francese il saggio “Perché i mega-ricchi stanno distruggendo il Pianeta” di Hervé Kempf. Per minimum fax ha tradotto i “Racconti dell’Età del Jazz” di Francis Scott Fitzgerald.

I suoi libri sono stati pubblicati in Germania, Francia, Spagna, Catalogna, Olanda, Grecia, Russia, Romania, Repubblica Ceca, Corea del Sud.

Dal 2007 al 2009 ha diretto il Bookstock Village della Fiera del Libro di Torino. Dal 1994 collabora con l’inserto “Tuttolibri” del quotidiano La Stampa, occupandosi solo di autori stranieri. Cura da diversi anni una rubrica sul settimanale Torinosette in allegato al medesimo quotidiano: Muri e duri (da cui è tratto l’omonimo libro) per tre anni, A spasso con Anselm (da cui è tratto l’omonimo libro) e da settembre 2008 Gente di Torino. Nel corso degli anni ha intervistato tra gli altri Joe Strummer, Isabelle Huppert, Fernada Pivano, Bret Easton Ellis, Jonathan Safran Foer, Alberto Arbasino, Joey Ramone, Bruno Dumont. Ha inoltre scritto il testo introduttivo del libro fotografico “Piemonte” di Josef Koudelka (Magnum) e collaborato con l’artista Paolo Grassino per la realizzazione del volume “Ossa Rotte”.

Beware of Jamming Fingers! Le foto

Ritmi sincopati, atmosfere esotiche e sognanti, immagini astratte ricche di ritmo: questo lo spettacolo offerto sabato 13 da LSKA e Alessandro Martinello con il loro “Beware of Jamming Fingers!” Tutta l’osteria 150 li ringrazia di cuore per la bellissima serata che ha coinvolto un pubblico attento e numeroso: ecco qualche foto del loro show.

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