Miss Chain, il “surf” del Duemila

DAL VIVO. Nell’area concerti dell’Osteria 150 di scena anche il giovane “one-man-band” Panda Kid.

Un’ora di ottimo rock con la cantante vicentina e i suoi Broken Heels a Campo Marzo. Lo stile Beach Boys rivisitato in chiave brit.

Il surf garage è approdato in Campo Marzo a Vicenza, nell’area concerti dell’Osteria 150, il ritrovo nel parco cittadino che grazie a Festambiente sta ridando un po’ di “vita estiva” alla zona verde. La serata ha visto sul palco Miss Chain & the Broken Heels, formazione che, secondo la loro biografia, mette assieme “rawdy pop, Sixties beat e sogni Eighties”. Il che, tradotto, vuol dire surf & r’n’r suonati secondo gli anni Duemila, con in più un’attitudine “brit” che dà al tutto un’atmosfera particolare. Fate conto di portare i Beach Boys quarant’anni più avanti e traslocarli in Gran Bretagna…
ONE MAN BAND. Ad aprire la serata, dopo le 22 (ma non si poteva iniziare prima, visto che alle 23.30 bisogna spegnere e i vigili erano dietro al mixer a controllare…?) è stato Panda Kid, giovane musicista “one-man-band” singolare espressione di punk/garage/folk/pop/noisy che, con chitarra, voce, grancassa e charleston/cembalo ha espresso una ventina di minuti di apparente caos musicale. Senza dubbio i Ramones hanno avuto un’importanza fondamentale nella vita artistica del musicista. L’idea non è male, ma forse bisognerebbe accordare meglio la chitarra, curarne un po’ più il suono (un Fender saturato così così è quanto di peggio si possa sentire…), cantare in maniera un poco meno forzata. La base c’è, un po’ di “regolatezza” in più e ci siamo…
ANNI RUGGENTI. Miss Chain, in realtà Astrid Dante (alla voce e chitarra), vicentina, è una sorta di Dr. Jekyll e Mr. Hyde, che si trasforma quando sale su un palco. Al suo fianco da citare prima di tutto Disaster Silva, anch’egli vicentino, ottimo alla chitarra e all’organo Farfisa, e una rocciosa ma fantasiosa sezione ritmica, con i fratelli Franz e Brown Barcella al basso e batteria.
Il piglio della voce di Miss Chain è decisamente r’n’r a stelle e strisce, mentre la musica dei suoi Broken Heels vira spesso e volentieri nel brit, con risultati sorprendenti. Non stupisce perciò che i loro primi successi siano stati proprio fuori dall’Italia e nella patria stessa (gli Usa) del surf, che hanno saputo caratterizzare in maniera molto particolare.
Un esempio eclatante è stata quella “Then he kissed me” che, resa famosa a metà anni ’60 dai Beach Boys col titolo di “Then I kissed her”, è stata presa probabilmente dalla prima versione delle The Crystals, anche se svecchiata e resa molto più attuale. Anche i brani della band stessa hanno testimoniato questo approccio: il piglio, la musicalità e l’energia della loro musica si rifanno senza dubbio agli Anni Ruggenti, ma con sonorità (molto ben curate) che ci portano direttamente alla nostra epoca.
Peccato, neanche un’oretta di concerto, bis compresi, concessi dalla band in cambio di quattro birre, prontamente fornite dallo staff dell’organizzazione.

Sabato 20 Agosto 2011 SPETTACOLI, pagina 50, Stefano Rossi, Il Giornale di Vicenza.

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