L’Osteria 150 chiude: arrivederci a tutti!

Con la splendida serata di lunedì 21 si è purtroppo conclusa la prima edizione dell’Osteria 150. E’ stata un’esperienza impegnativa ma bellissima quella che ha impegnato i ragazzi di Festambiente in campo Marzo per più di un mese e mezzo, vogliamo quindi salutare tutto il pubblico che ci ha accompagnati in questa bella avventura estiva. Ci auguriamo di rivederci presto, magari sotto un  tendone tutto nuovo: arrivederci a tutti, buona fine estate!

Questa presentazione richiede JavaScript.

Grande festa finale: le foto!

L’Osteria 150 ha concluso al sua stagione alla grande con una serata dedicata alla migliore musica elettronica e videoarte: DJD e Dubzep hanno incantato un pubblico numerosissimo con i loro ritmi dubstep, mentre Tazzi proiettava su megaschermo le sue ipnotiche elaborazioni visuali. Un ringraziamento speciale anche allo staff del Villazzarock che ha contributo a pubblicizzare la serata e ad aiutare dietro al bancone: grazie ragazzi e in bocca al lupo per l’anno prossimo, ci si rivede tutti al Villazza!

Questa presentazione richiede JavaScript.

Il ritorno del Villazza Rock, stasera all’Osteria 150 in Campo Marzo

Questa sera dalle 21 a notte fonda una festa a base di musica elettronica e birra. Sarà presentata l’associazione che vuole riportare a San Lazzaro lo storico “Villazza Rock” nell’estate 2012.

Ultima serata di apertura per l'Osteria 150 a Campo Marzo

Potrebbe essere il 2012 l’anno buono per il ritorno del miticoVillazza Rock, la prima festa rock organizzata a Vicenza, fra San Lazzaro e Villaggio del Sole. La festa musicale inaugurata nel giugno 1990 grazie all’impegno gratuito dei ragazzi del quartiere ha chiuso i battenti nel 2003, quando è venuta meno la disponibilità del prato di via Cavalieri di Vittorio Veneto da parte del Comune. Ora un gruppo i ragazzi sta riformando l’associazione, e vuole riportare in auge un appuntamento dell’estate al cui modello negli anni successivi si sono ispirate le numerose feste rock dei quartier, una particolarità unica dell’estate berica.

Questa sera all’Osteria 150 in Campo Marzo, dalle 21 a notte fonda, c’è una serata speciale proprio per presentare il progetto Villazza. Ci sarà musica assicurata dai Dj Mr Gimma, Dj-Dub e Dub Zep, con videoproiezioni di Tazzi. Elettronica per tutti i gusti, dall’electroclash alla dubstep, per la serata che conclude la stagione di apertura dell’Osteria 150. Ci sarà tanta birra, come spiegato nel divertente video che presenta l’evento e che sta spopolando su Facebook.

Questa sera dalle 21 a notte fonda una festa a base di musica elettronica e birra. Sarà presentata l’associazione che vuole riportare a San Lazzaro lo storico “Villazza Rock” nell’estate 2012.

di Redazione 21/08/2011

“Camice rosse” + “Le origini del mondo”: le foto!

Serata altamente spettacolare all’Osteria 150 quella di ieri sabato 20: alle 21 le Officine del Suono hanno messo in scena uno spettacolo di teatro-canzone epico ed emozionante, che ha strappato numerosi applausi al vasto pubblico presente. Subito dopo Davide Dal Prà ha stupito e divertito con la sua performance di improvvisazione “Le origini del mondo”, concludendo nel migliore dei modi l’ultimo sabato sera dell’Osteria. Dallo staff un ringraziamento a tutti i presenti, ai musicisti e agli attori, a presto!

Questa presentazione richiede JavaScript.

Miss Chain, il “surf” del Duemila

DAL VIVO. Nell’area concerti dell’Osteria 150 di scena anche il giovane “one-man-band” Panda Kid.

Un’ora di ottimo rock con la cantante vicentina e i suoi Broken Heels a Campo Marzo. Lo stile Beach Boys rivisitato in chiave brit.

Il surf garage è approdato in Campo Marzo a Vicenza, nell’area concerti dell’Osteria 150, il ritrovo nel parco cittadino che grazie a Festambiente sta ridando un po’ di “vita estiva” alla zona verde. La serata ha visto sul palco Miss Chain & the Broken Heels, formazione che, secondo la loro biografia, mette assieme “rawdy pop, Sixties beat e sogni Eighties”. Il che, tradotto, vuol dire surf & r’n'r suonati secondo gli anni Duemila, con in più un’attitudine “brit” che dà al tutto un’atmosfera particolare. Fate conto di portare i Beach Boys quarant’anni più avanti e traslocarli in Gran Bretagna…
ONE MAN BAND. Ad aprire la serata, dopo le 22 (ma non si poteva iniziare prima, visto che alle 23.30 bisogna spegnere e i vigili erano dietro al mixer a controllare…?) è stato Panda Kid, giovane musicista “one-man-band” singolare espressione di punk/garage/folk/pop/noisy che, con chitarra, voce, grancassa e charleston/cembalo ha espresso una ventina di minuti di apparente caos musicale. Senza dubbio i Ramones hanno avuto un’importanza fondamentale nella vita artistica del musicista. L’idea non è male, ma forse bisognerebbe accordare meglio la chitarra, curarne un po’ più il suono (un Fender saturato così così è quanto di peggio si possa sentire…), cantare in maniera un poco meno forzata. La base c’è, un po’ di “regolatezza” in più e ci siamo…
ANNI RUGGENTI. Miss Chain, in realtà Astrid Dante (alla voce e chitarra), vicentina, è una sorta di Dr. Jekyll e Mr. Hyde, che si trasforma quando sale su un palco. Al suo fianco da citare prima di tutto Disaster Silva, anch’egli vicentino, ottimo alla chitarra e all’organo Farfisa, e una rocciosa ma fantasiosa sezione ritmica, con i fratelli Franz e Brown Barcella al basso e batteria.
Il piglio della voce di Miss Chain è decisamente r’n'r a stelle e strisce, mentre la musica dei suoi Broken Heels vira spesso e volentieri nel brit, con risultati sorprendenti. Non stupisce perciò che i loro primi successi siano stati proprio fuori dall’Italia e nella patria stessa (gli Usa) del surf, che hanno saputo caratterizzare in maniera molto particolare.
Un esempio eclatante è stata quella “Then he kissed me” che, resa famosa a metà anni ’60 dai Beach Boys col titolo di “Then I kissed her”, è stata presa probabilmente dalla prima versione delle The Crystals, anche se svecchiata e resa molto più attuale. Anche i brani della band stessa hanno testimoniato questo approccio: il piglio, la musicalità e l’energia della loro musica si rifanno senza dubbio agli Anni Ruggenti, ma con sonorità (molto ben curate) che ci portano direttamente alla nostra epoca.
Peccato, neanche un’oretta di concerto, bis compresi, concessi dalla band in cambio di quattro birre, prontamente fornite dallo staff dell’organizzazione.

Sabato 20 Agosto 2011 SPETTACOLI, pagina 50, Stefano Rossi, Il Giornale di Vicenza.

Grande Festa di chiusura domenica 21 con Dj set elettronico by Jimma, Dj-D e DubZep

Per l’ultima serata della stagione l’Osteria 150 vi propone una maratona danzante ad alto tasso di bpm in compagnia di Mr Jimma, DJD e Dub Zep, il tutto illuminato dalle videoproiezioni di Tazzi: venite a vivere l’ultima notte dell’Osteria ascoltando la migliore elettronica in circolazione, dall’electroclash alla dubstep più ricercata. La serata sarà a sostegno dell’associazione che promuove la festa Villazzarock, un grande ritorno previsto per l’anno prossimo. Vi aspettiamo numerosi!

Le Officine del Suono in “Camice rosse” + “Le origini del mondo” con Davide Dal Prà.

Sabato 20 agosto due eventi d’eccezione animeranno la serata all’Ostria 150: dalle ore 20.30 Le Officine del suono, con la voce narrante di Stefania Carlesso, metteranno in scena il loro concerto-spettacolo “Camicie Rosse”. L’orchestra ripercorrerà attraverso le più celebri canzoni della tradizione italiana la storia del nostro Paese dalla spedizione dei Mille ai giorni nostri, in un emozionante excursus tra storia e musica.

A seguire Davide Dal Prà porterà tra gli alberi di campo Marzo il suo spettacolo “Le origini del mondo”, una performance teatrale
con l’accompagnamento musicale di Andrea Saccardo. Come nella migliore tradizione del teatro di strada, Davide coinvolgerà il pubblico in una narrazione sempre nuova sulla traccia dei misteriosi tarocchi…  Non mancate!

“Ameni inganni”: incontro con Roberto Ferrucci. Le foto

Ieri sera un provato ma vivacissimo Roberto Ferrucci ha incontrato il suo pubblico all’Osteria 150, dove ha raccontato le vicissitudini all’origine della sua ultima opera “Ameni inganni”, nata a cavallo tra Italia e Francia, e proposto un’interessante ed acuta prospettiva dalla quale osservare la contemporaneità del nostro paese. Lo ringraziamo nuovamente e ricordiamo la bella serata con questi scatti:

Questa presentazione richiede JavaScript.

“Storia di un uomo quasi morto”: le foto

Ringraziamo di cuore Sara Tamburello e la sua compagnia per la splendida serata di ieri giovedì 18.  Un numeroso pubblico ha seguito con entusiasmo l’esibizione intensa ed emozionante della Tamburello che vogliamo ricordare con questi scatti: grazie ancora a tutti i presenti e arrivederci ai prossimi appuntamenti dell’Osteria!

Questa presentazione richiede JavaScript.

“Sentimenti Sovversivi” – Reading e incontro con lo scrittore Roberto Ferrucci.

Venerdì 19 agosto lo scrittore Roberto Ferrucci incontrerà il suo pubblico all’Osteria 150: sarà l’occasione per ascoltare un reading tratto dalla sua ultima opera “Sentimenti sovversivi” e per riflettere sui temi del libro: il rapporto mai pacifico che lega ogni italiano alla storia del nostro Paese, ed i sentimenti contrastanti che ne scaturiscono.

Roberto Ferrucci è nato a Venezia (Marghera) nel 1960. Nel 1993 ha pubblicato il romanzo Terra rossa (Transeuropa). Nel settembre del ‘99 da Marsilio è uscito il libro Giocando a pallonesull’acqua (Premio Speciale Coni Letteratura 2000; Premio Selezione Bancarella 2000). Nel 2003 l’editore veneziano Amos pubblica Andate e ritorni, scorribande a nordest, racconti di viaggio in Vespa attraverso il nordest, finalista al Premio Settembrini 2004. Ha curato per Marsilio il libro Pane e tulipani, sul film omonimo di Silvio Soldini. Di quelfilm ha contribuito a scegliere i luoghi di Venezia in cui è stato girato. È il traduttore italiano di Jean-Philippe Toussaint: ha tradotto La televisione (Einaudi, 2001), Fare l’amore (Nottetempo edizioni, 2003), Mes bureaux, luoghi dove scrivo (Amos Edizioni, 2005), La malinconia di Zidane (Casagrande, 2007) e il romanzo Fuggire (Fandango, 2007). Per Rai Radio3 ha scritto insieme a Romolo Bugaro Verdesche, radiodramma diretto da Alessandro di Robilant e interpretato da Cochi Ponzoni, andato in onda nel 2003. Dal 2002 insegna Scrittura Creativa alla Facoltà di Lettere dell’Università di Padova.

Dal 1992 al 1998 ha lavorato come autore e regista per Tele Capodistria, dove ha ideato e diretto le trasmissioni Achtung Baby! (settimanale di cultura giovanile andato in onda per 153 settimane consecutive) e Il piacere degli occhi. Ha diretto videoclip di Franco Battiato, Pitura Freska, Garbo e ha girato due videoritratti: su enrico ghezzi (minuscolo, perché lui vuole così) e Sabina Ciuffini (Sabina e i ’70).

Dal 2003 al 2006 ha fatto parte del direttivo del Trieste Film Festival, oggi del comitato scientifico. Ha scritto per anni di sport e letteratura su il Manifesto, L’Unità e Liberazione. Ha collaborato a Tuttosport (scrivendo di letteratura e di cinema), oltre che alle riviste letterarie Leggere, Nuovi Argomenti e Linea d’ombra. Dal 1989 al 1999 e dal 2001 al 2007 ha scritto sulla Nuova Venezia, Tribuna di Treviso e Mattino di Padova, autore di corsivi, reportages, articoli di cultura. Sul Gazzettino, dal 1999 al 2001, è stato commentatore e si è occupato di cultura, spettacoli e sport, inviato per due volte al Festival di Sanremo. Dal luglio 2007 è ritornato a scrivere su il Manifesto, autore di reportages. Sempre dal 2007 scrive sul Corriere del Veneto. Di recente ha incominciato una per ora disordinata collaborazione con Il Fatto Quotidiano. Da qualche anno è alle prese con uno strano romanzo ma prima, nel 2007, ne ha pubblicato un altro ben più urgente, Cosa cambia, (Marsilio, Premio Giuseppe Dessì 2008, finalista del Premio Ultima Frontiera 2008). Cosa cambia è uscito in Francia nell’aprile del 2010, tradotto in Francia da Jérôme Nicolas, col titolo Ça change quoi, pubblicato dalla casa editrice Les Éditions du Seuil, nella collana Fiction & Cie, con un’introduzione di Antonio Tabucchi. Il romanzo è in traduzione anche in Grecia, lo pubblicherà nel 2011 la casa editrice Kastaniotis. Ora magari riprenderà in mano lo strano romanzo incominciato tanti anni fa. Oppure sceglierà di raccontare qualcosa di nuovo. Qualcuno, di recente gli ha fatto notare che riesce a narrare anche attraverso la fotografia. Lui, imbarazzato, replica che gli capita, grazie alla semplicità del digitale, di prendere degli appunti visivi. Che poi, a volte, incidentalmente, diventano a loro volta racconto. Nulla a che fare con la fotografia, però, ammette.